SCEGLIERE L’ESPERTO GIUSTO PER TUO FIGLIO: GUIDA ALL’ESPERTO POTENZIANTE

Esperto potenziante e bambino si danno il cinque sorridendo, simbolo di alleanza educativa e percorso potenziante

In un momento storico in cui le famiglie si trovano disorientate di fronte a una moltitudine di voci, pareri e diagnosi, selezionare l’esperto giusto per affrontare i problemi di un figlio è una scelta che può fare la differenza. Una scelta che incide non solo sulla serenità del ragazzo e del genitore, ma sull’intera traiettoria educativa e relazionale della famiglia.

Abbiamo visto, nei due articoli precedenti, quanto sia facile cadere nella trappola dell’iperdelega perdendo la propria centralità educativa come genitori e abbiamo visto come il consiglio di un esperto possa influenzare per sempre il percorso di crescita di una famiglia nel bene o nel male (trovi qui il secondo articolo dedicato a questo tema).

Per questo, prima ancora di affidarci al consiglio di insegnanti, terapeuti o coach, è essenziale sviluppare una consapevolezza profonda su cosa significhi davvero essere aiutati.

Non tutto ciò che viene proposto come supporto lo è davvero.

Imparare a distinguere tra ciò che nutre davvero la relazione genitore-figlio e ciò che sottrae energia, lucidità e fiducia al nostro percorso educativo è il primo passo per rimanere al centro della relazione con i nostri figli.

Ma come si riconosce un esperto davvero utile? Quali sono i segnali che ci dicono che un determinato percorso ci aiuterà e non ci priverà inutilmente di tempo, soldi ed energie? E soprattutto: come possiamo essere sicuri che quell’esperto non minerà la nostra centralità educativa, ma la potenzierà?

Oggi voglio offrirti una guida chiara e concreta per capire come scegliere l’esperto più adatto per tuo figlio, introducendo una figura chiave nell’approccio educativo per il potenziamento: l’Esperto Potenziante.

Chi è l’Esperto Potenziante

Mani che si tengono in segno di ascolto e presenza empatica, simbolo della relazione tra esperto potenziante e genitore.

L’Esperto Potenziante è il professionista che sa “innescare” il potenziamento. Significa che tutto il suo intervento è orientato a creare le condizioni ottimali per lo sviluppo del potenziale del bambino e, di riflesso, del genitore.

Il concetto di potenziamento, in ambito scientifico, si collega alla zona di sviluppo prossimale teorizzata da Vygotskij: quello spazio in cui il bambino, grazie al sostegno di una figura competente, può compiere progressi che da solo non riuscirebbe a raggiungere. Ma il vero potenziamento non si limita a far “fare di più”. È un processo in cui il bambino e il genitore “intelligono“, cioè elaborano in modo attivo, trasformano, fanno proprie le informazioni, integrandole con la propria esperienza e restituendole al mondo in modo nuovo e personale.

È in questa trasformazione che nasce la crescita autentica. E l’Esperto Potenziante è colui che sa innescare e sostenere questo processo evolutivo, rispettando i tempi, le risorse e l’unicità di ogni individuo.

L’Esperto Potenziante è una figura diversa da quella a cui siamo abituati. Non è colui che prende in carico il bambino e ti esclude, non è chi ti dice cosa fare punto per punto, né chi si sostituisce a te nelle scelte educative. Al contrario, è colui che ti aiuta a diventare più lucido, più consapevole, più autonomo nel tuo ruolo genitoriale, restituendoti strumenti e conoscenze per affrontare ogni situazione con fiducia e discernimento potendo così sostenere realmente e al meglio tuo figlio.

Un Esperto Potenziante, porta con sé una profonda onestà intellettuale, che significa dirti la verità anche quando è scomoda, senza manipolazioni, senza edulcorazioni, senza compiacere. Ma è anche colui che non ti abbandona di fronte al problema, ti prende per mano e da lì ti accompagna verso la miglior soluzione possibile per il tuo bambino, per te e per la tua famiglia.

In ogni incontro, mette al centro il rispetto per la visione educativa del genitore. Anche quando ha un’opinione diversa, non cerca mai di imporla, ma la offre come spunto di riflessione. Usa l’ascolto attivo, accoglie senza giudicare, valorizza le domande e i dubbi come segnali di un genitore attento e coinvolto.

La caratteristica più preziosa dell’Esperto Potenziante è che non ti dice cosa pensare, ma ti dà le basi per comprendere davvero “come funzionano le cose“. Ti permette di analizzare una situazione familiare, educativa o relazionale con più chiarezza, di valutare pro e contro di ogni scelta, senza lasciarti condizionare dal giudizio degli altri o dalla paura di essere etichettato.

Grazie al suo contributo, il genitore torna a essere protagonista attivo del proprio percorso educativo. Non più un esecutore confuso di indicazioni esterne, ma una guida consapevole che sa cosa vuole trasmettere, sa cosa funziona nella propria famiglia, sa discernere con lucidità e fiducia.

L’Esperto Potenziante non è per tutti (ma è per il genitore che sceglie di tornare al centro)

Non tutti i genitori, però, sono pronti ad accogliere il percorso proposto da un Esperto Potenziante. Non per mancanza di amore o di volontà verso il benessere dei propri figli, ma perché questo tipo di esperto non si sostituisce al genitore e questo talvolta può spaventare.

Mamma che allontana con la mano, simbolo della delega educativa a un esperto esterno

Molti genitori, a volte, preferiscono delegare completamente il proprio ruolo. Cercano un esperto che prenda in mano la situazione, che “risolva” il problema, che offra una risposta pronta senza richiedere un coinvolgimento profondo. È una dinamica umana, comprensibile che permette loro di non esporsi al fallimento, di non avere il peso della responsabilità, di avere sempre qualcuno di esterno da incolpare in caso di problemi.

Ma questa scorciatoia è solo un’illusione.

In realtà, non esiste alcuna difficoltà educativa o didattica che possa essere risolta davvero senza coinvolgere la relazione tra genitore e figlio. Ogni problema, sintomo, ogni disagio è spesso la manifestazione superficiale di un qualcosa di più profondo. E solo lavorando a quella profondità, con strumenti, conoscenze e accompagnamento, è possibile creare un cambiamento stabile e duraturo.

Ecco perché l’Esperto Potenziante non è adatto a chi cerca soluzioni preconfezionate o a chi crede nei cambiamenti lampo “con il nuovo metodo del momento”. Ma diventa una scelta preziosa per quei genitori che desiderano rimettersi al centro del percorso educativo per risolvere in modo stabile e definitivo le difficoltà.

Vediamo ora le 3 caratteristiche fondamentali che ti faranno capire se ti trovi di fronte ad un Esperto Potenziante o no.

Le 3 Caratteristiche dell’Esperto Potenziante.

1. Non ti giudica (né giudica tuo figlio)

Un esperto potenziante non giudica. Né la mamma, né il papà, né il bambino. Non emette sentenze, non etichetta, non riduce la complessità della vostra storia a un aggettivo o a una diagnosi affrettata.

Il giudizio, infatti, non è mai costruttivo: non stimola l’evoluzione, non facilita la crescita, non apre possibilità. È un’etichetta che chiude, definisce e blocca. E molto spesso, dietro un giudizio, si nasconde una posizione di superiorità: l’esperto che osserva “dall’alto” e valuta, come se fosse l’unico detentore della verità.

Frasi come queste, purtroppo, sono ancora molto diffuse:

“Il bambino ha questi problemi perché lei è troppo ansiosa”

“Siete troppo morbidi, per questo il bambino è ingestibile.”

“Il bambino è viziato”

Queste affermazioni non aiutano a comprendere nel profondo, non accolgono, non offrono strumenti di lettura. Sono sentenze che si insinuano nella mente del genitore e minano alla base la fiducia nel proprio intuito.

E cosa succede a quel punto?

Succede che il genitore, sentendosi inadeguato, comincia a nascondersi. Non racconta più con sincerità il suo vissuto, si vergogna delle proprie abitudini, delle proprie scelte educative credendo di essere un genitore strano, particolarmente incapace, fuori dalla norma. Si chiude in sé stesso, temendo che ogni dettaglio possa essere usato contro di lui o contro il figlio per confermare quell’etichetta.

Un esperto potenziante, al contrario, crea uno spazio sicuro, dove il genitore può raccontarsi senza paura. E proprio in quello spazio protetto, nel rispetto e nell’ascolto, raccoglie dati e analizza nel profondo la dinamica di ciò che accade, non l’adeguatezza delle persone coinvolte. La valutazione è rivolta ai processi e ai comportamenti, non alle persone.

2. Non impone ideologie ma ti fornisce strumenti

Per scegliere l’esperto più adatto per la tua famiglia è fondamentale riconoscere chi ti fornisce strumenti reali da chi ti offre dogmi.

Un esperto potenziante non impone un unico modello educativo, ma offre conoscenze e strumenti per aiutare il genitore a fare scelte autonome, in linea con i propri valori familiari, il proprio stile educativo e la propria realtà di vita.

Perché non esiste un solo modo giusto di educare.

Esistono bambini diversi, famiglie diverse, visioni diverse.

E un esperto veramente competente sa che il suo compito non è plasmare il genitore secondo una propria visione personale, ma offrirgli strumenti di comprensione, dati scientifici, indicazioni pratiche basate sul funzionamento reale del comportamento, del cervello, dello sviluppo.

Purtroppo, molti esperti tradizionali tendono a sovrapporre le proprie ideologie personali ai consigli professionali.

Mescolano le indicazioni tecniche con credenze sociali, ruoli politici, visioni educative personali, trasformando un incontro di consulenza in un confronto ideologico.

Non è raro che il genitore si trovi a disagio davanti a un esperto che:

“Se lei la pensa così, allora non potremo lavorare insieme.”

“Il percorso che avete scelto è sbagliato”

“Mi scusi, ma questa è una visione superata. Il mondo oggi funziona in un altro modo.”

Frasi come queste non aprono al confronto, ma chiudono ogni possibilità di dialogo. Dietro a queste parole si cela spesso uno scandalo emotivo: lo stupore indignato dell’esperto di fronte a una scelta educativa diversa dalla sua. Ma questo scandalo non è mai accompagnato da un ascolto attivo o da un approfondimento neutro e scientifico. È un rigetto istintivo, che blocca ogni possibilità di crescita.

Questa figura di esperto, che giudica, sentenzia e si scandalizza di fronte a visioni educative diverse dalla propria, lascia ferite profonde.

Insegnante con sguardo giudicante che osserva con sufficienza dalla cattedra

Ma ciò che rende questo atteggiamento ancora più insidioso è che spesso appare come incredibilmente autorevole, determinato, sicuro di sé. Questa sicurezza incrollabile, accompagnata da un linguaggio tecnico e un atteggiamento carismatico, può esercitare un forte fascino sul genitore che si sente fragile o incerto.

In psicologia sociale questa dinamica è nota come “effetto autorità”: la tendenza a conferire maggiore credibilità e valore a chi si esprime con tono deciso e sicurezza assoluta, anche quando i contenuti non sono né accurati né adatti al contesto.

In questo contesto, il genitore può finire per accettare giudizi dolorosi e invalidanti, convincendosi che, se quella persona parla con tanta veemenza, allora “deve avere ragione”.

Ma l’autorevolezza vera non si esprime nel tono imperioso o nell’arroganza.

Si esprime nella capacità di accogliere la complessità, di ascoltare senza giudicare, di offrire strumenti senza sovrapporre la propria visione.

Un esperto potenziante, invece, non si scandalizza. Accoglie, ascolta, sospende il giudizio. E si concentra non su “cosa è giusto” secondo lui, ma su “come funzionano le cose” secondo le evidenze.

Fornisce strumenti, spiegazioni, possibilità, accetta il confronto… e lascia che il genitore, in piena consapevolezza, scelga la direzione più allineata con i suoi valori.

3. Ti guida oltre i dogmi del metodo unico

Un altro segnale fondamentale per riconoscere l’esperto potenziante è il suo rifiuto di ridurre il percorso educativo a un metodo unico, preconfezionato e rigidamente applicato.

Negli ultimi anni, il mercato dell’educazione e della genitorialità si è popolato di nomi, metodi brevettati, strategie dal sapore miracoloso, vendute come panacee universali.

Dietro a ogni metodo con un nome altisonante, spesso c’è un obiettivo commerciale più che educativo: creare una “formula” replicabile, da divulgare e monetizzare.

Ma l’educazione è altro.

Ogni bambino è unico, ogni famiglia ha la propria storia, i propri ritmi, i propri valori.

E l’esperto che vuole davvero aiutare non si chiude dentro un’etichetta, ma mette a disposizione una cassetta degli attrezzi ampia, costruita su una reale conoscenza dei processi cognitivi, comportamentali, relazionali ed evolutivi.

L’intervento efficace non nasce dalla fedeltà a un metodo, ma dalla capacità di leggere i bisogni reali e selezionare lo strumento più adatto, tra molti, con spirito critico e flessibilità.

L’esperto potenziante non parte dal metodo per adattarlo al bambino, ma parte dal bambino per scegliere, consapevolmente, cosa può essergli più utile.

E lo fa spiegando il perché di ogni scelta, chiarendo i processi coinvolti, e non nascondendosi dietro slogan o frasi pre impostate.

Ecco alcune frasi tipiche dell’esperto legato a un metodo chiuso:

“Secondo questo metodo, se il bambino fa “x” tu devi fare “y”.”

“Noi lavoriamo così perché così è stato studiato.”

“Secondo questo metodo esistono queste tappe di sviluppo: …”

Frasi che:

  • chiudono e non aprono alla complessità,
  • non ti aiutano a capire, ma ti chiedono di credere,
  • trasformano il metodo in dogma e il professionista in sacerdote (o peggio, venditore).

Spesso, dietro questo tipo di approccio, si cela una formazione molto settoriale, iniziata direttamente dallo studio del metodo e non da una visione più ampia e scientifica dei processi dello sviluppo. L’esperto diventa così un tecnico del metodo non un osservatore critico della realtà e questo limita profondamente il valore del suo intervento, soprattutto in casi complessi.

L’esperto potenziante, al contrario, non ha timore di attingere da approcci diversi, confrontarli, integrarli. Perché sa che non esiste una sola risposta, ma tante possibilità.

E il suo compito non è convincerti di avere la formula giusta, ma accompagnarti nella comprensione di ciò che può davvero funzionare per il tuo bambino, in quella specifica fase della vostra vita familiare.

Scegliere un esperto potenziante oggi, è un atto rivoluzionario

In un sistema che invita alla delega, alla semplificazione e normalizza il distacco.

In un sistema dove sempre più esperti lavorano con la logica della “catena di montaggio” e del “fuori uno, dentro l’altro”, scegliere un esperto potenziante può essere un gesto controcorrente.

Mani di un bambino che tengono la parola “Family”, a simboleggiare l’importanza della centralità della famiglia nel potenziamento educativo

È un atto di coraggio silenzioso: quello di un genitore che non si accontenta di soluzioni preconfezionate, ma decide di evolvere insieme a proprio figlio con consapevolezza e responsabilità anche se questo comporta uno sforzo maggiore e un coinvolgimento talvolta “scomodo”…. Perché ogni vera trasformazione familiare comincia da chi ha il coraggio di …restare.

Dott.ssa Emanuela Martelli – “Intelligo”, Potenziamento Educativo

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